10 cose che (forse) non sai sul lambrusco

Non è il solito rosso: il Lambrusco è un vino sfaccettato, sempre interessante e capace di stupire. Scopri alcune curiosità che (forse) ancora non conosci

Data Pubblicazione: 20/06/2018

Si fa presto a dire Lambrusco. Il pensiero corre subito a una spensierata serata con gli amici, un rosso non impegnativo, leggero e beverino. In realtà c’è molto di più dietro questa etichetta storica, una tradizione più antica di quanto si possa pensare e, soprattutto, una versatilità che non teme eguali.

Abbiamo raccolto 10 fatti poco noti su uno dei campioni del vino italiano nel mondo: pronto a scoprirli con noi?

10 curiosità sul Lambrusco

1 - Wine Beauty

Lambrusco e Wine Therapy

Il Lambrusco è uno dei vini più utilizzati nella vinoterapia. Sarà per il profumo, sarà per il brio… sarà, ma la miglior vinoterapia per noi è quella che si fa avvicinando il calice alle labbra!

2 - Un vino… storico

Verissimo: se pansi che Virgilio già ne scriveva nel primo secolo avanti Cristo, non potrai che ammettere che si tratta di un vino a dir poco storico. Certo, allora non si chiamava Lambrusco, come oggi: era prodotto dalla vitis labrusca, e proprio da questa pare prenda il nome.

3 - How the west was won

Negli anni ’70 era così diffuso e apprezzato negli Stati Uniti (e nel mondo), che gli americani gli affibbiarono un nomignolo che esprimesse in modo chiaro la sua fama: la Coca Cola Italiana (o Red Cola). Niente male per un ragazzo di provincia, non trovi?

4 - Lambrusco, chi era costui?

Lambrusco e origini nella Roma antica

Se è la vitis labrusca a portare il frutto dal quale si ottiene il Lambrusco, il nome di questa pianta trae probabilmente origine dai termini latini labrum, margine dei campi, e ruscum, pianta spontanea. Pare infatti che le prime viti di questo varietale fossero selvatiche e crescessero con rigoglio sul limitare di aree coltivate.

5 - Spirito indomito

Come abbiamo detto, l’antenato del Lambrusco era già noto 2.000 anni fa. Eppure soltanto dal XIV secolo si iniziò a coltivare in modo organizzato: fu Pietro De’ Crescenzi a dare ordine alla produzione di questo vino, abbandonando il carattere spontaneo delle viti e teorizzandone la coltivazione disciplinata

6 - Il Maestro e il Lambrusco

Luciano Pavarotti non è stato soltanto un grandissimo tenore (uno dei migliori di tutti i tempi), ma anche un buongustaio, amante delle eccellenza enogastronomiche del suo amato territorio. Per il Lambrusco aveva coniato una descrizione poetica e molto efficace: “Spumante selvaggio e ineducato”.

7 - Il Lambrusco di Modena si fa in tre

Il Lambrusco si fa in tre

Sono 3 le DOC varietali del Lambrusco di Modena: il Lambrusco di Sorbara, con forte presenza di tannini, fresco e amabile; il Lambrusco Salamino di Santa Croce: sapido, amabile e molto piacevole; infine il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, contraddistinto da un corpo fresco e da un’armonia irresistibile.

8 - Il Metodo ancestrale

Un metodo produttivo che differisce dai più comuni Charmat e Classico, particolarmente diffuso in Emilia proprio per la produzione del Lambrusco. Il vino rifermenta in bottiglia con i suoi lieviti indigeni e i suoi zuccheri, in maniera del tutto naturale.

9 - Un rosso… con il pesce?

Assolutamente sì: il Lambrusco è da provare con l’Insalata di polpo e i pesci d’acqua dolce. Notevole l’accostamento con una pietanza tradizionale come il pesce gatto fritto: la freschezza e il brio del Lambrusco stemperano le note più grasse del pesce, regalando un wine pairing eccellente.

10 - Perché resistere?

Lambrusco Giordano: due vini da provare

Il Lambrusco ti ha incuriosito? Prova il nostro! Lambrusco di Modena DOC, secco o amabile. Un percorso nel gusto che presenta i diversi volti di un rosso dalla spiccata territorialità. Riconoscerai note speziate che accennano a chiodi di garofano e pepe, ti perderai in suggestioni di ciliegia e lampone, sarà inebriante scoprire il profumo avvolgente di rosa rossa… e una dolcezza che profuma di festa. Scegli il tuo Lambrusco: o sceglili entrambi!