Menù della Pasqua milanese: i vini da abbinare ai piatti della tradizione

Dalla torta pasqualina alla colomba, un menu con vino per festeggiare in puro spirito lombardo

Menù della Pasqua milanese: i vini da abbinare ai piatti della tradizione

Data Pubblicazione: 20/03/2024

Milan l'è un gran Milan, recita il detto che celebra le bellezze del capoluogo lombardo. Con il suo Duomo imponente e la madonnina dorata che vegliano sulla città, Milano affascina tanto i turisti che la visitano, quanto coloro che vivono la sua quotidianità. Ma la sua grandezza non si nota solo nelle meraviglie architettoniche: la cucina milanese - e, per estensione, quella lombarda - è piena di piccoli capolavori di gusto, soprattutto durante i periodi festivi.

Ecco quali sono i vini giusti per un menù di Pasqua lombardo, con consigli di abbinamento dall’antipasto al dolce!

 

Antipasti di Pasqua lombardi e vini in abbinamento

 

Paese che vai, rustico pasquale che trovi. Se la torta pasqualina ligure svetta in cima alla classifica dei migliori antipasti da preparare il giorno di Pasqua, la Lombardia non vuole essere da meno, offrendo la sua personale versione.

Meno nota rispetto alla sua “cugina” di nord-ovest, la torta pasqualina lombarda racchiude in un friabile guscio di pasta sfoglia (i cui simbolici 33 strati sono ottenuti - secondo tradizione - dalla paziente lavorazione a mano) una morbida e gustosa farcitura di piselli, asparagi e pollo. Una ricetta dal ripieno colorato e dall’animo primaverile, dunque, che chiama a gran voce un abbinamento enologico fresco e vivace, capace di reggere i sentori erbacei e particolare degli asparagi.

Risulta ottimo in questo caso un calice di Chardonnay, che dietro alle sue sfumature dal colore giallo paglierino, quasi timide, cela in realtà un bouquet aromatico intenso, tra sentori esotici e profumi di frutta a polpa gialla. La sua anima fruttata lascia spazio a un sorso morbido e fresco, perfetto per festeggiare l’arrivo della primavera!

Per tradizione non mancano inoltre i piatti a base di uova. Tra gli antipasti locali si può trovare una ricetta dal nome bizzarro: l’insalata e ciapp. Così chiamata per il peculiare impiattamento - due metà di un uovo sodo adagiate su un letto di insalata, fino a rappresentare un paio di candidi glutei - questo piatto porta con sé la vivacità della primavera, stagione di rinascita e fertilità, da celebrare stappando un “Selvato” Vermentino Toscana IGT.

Fresco e sapido, questo vino dona vivacità e freschezza a una ricetta semplice, ma gustosa, sostenendo con i propri aromi floreali e agrumati il gusto particolare dell’uovo sodo. All’assaggio, poi, è tutto da scoprire: il finale ammandorlato e i sentori minerali donano complessità al sorso, trasformando la degustazione in un’esperienza indimenticabile!

 

Pranzo di Pasqua e Pasquetta e vino: cosa abbinare ai primi e ai secondi?

 

Sul finire della Quaresima, con la sua rispettosa frugalità, la voglia di portare in tavola qualcosa di buono per festeggiare la Pasqua è sempre più forte. Tra i piatti pasquali tradizionali a Milano non mancano i primi corposi e i secondi dagli aromi irresistibili. Il tuo palato non rimarrà certamente deluso!

 

Primi pasquali: il matrimonio tra vino e pasta fresca

 

I primi piatti della tradizione pasquale - al Nord tanto quanto al Sud - non possono non tenere conto del ruolo culturale della pasta fresca, una preparazione che può declinarsi in moltissime ricette e accompagnarsi a sughi di tutti i tipi.

Il sugo classico con pomodoro e parmigiano dà il meglio se affiancato a un piatto di gnocchi alla “gratiroeula”, un primo milanese dagli ingredienti poveri e di origine contadina, ma davvero irresistibile per gusto e texture.

La presenza del sugo al pomodoro richiede un abbinamento con un bianco profumato e sapido, adatto tanto agli aperitivi sfiziosi quanto ai pesci di lago. Un sorso di Lugana DOC 2022 dona al piatto la vivacità che ci vuole, sostenendo l’acidità del pomodoro con un gusto altrettanto fresco. La sua identità aromatica è composta da frutta a polpa bianca e fiori, mentre al palato è gradevole, beverino e corposo. Un ottimo vino per i pranzi pasquali!

Se invece sei un amante della pasta ripiena, la tradizione pasquale lombarda ti farà felice con un piatto di casoncelli (o casonsèi). Diffusi anche in Veneto con alcune varianti, i casoncelli consistono in un ritaglio di pasta all’uovo ripiegato a mezzaluna e farcito con un’ampia gamma di ingredienti, a seconda della zona di produzione. Spesso vengono farciti con avanzi di carne, ma possono accogliere anche varianti vegetariane.

Ciò che non cambia è il loro splendido rapporto con il vino: la più diffusa versione con farcitura di carne, per esempio, si abbina alla perfezione a un Barolo DOCG, un vino dal colore rosso intenso, dai sentori grintosi e dalle sfumature aromatiche complesse, amplificate dall’invecchiamento. I profumi di amarena sono ammorbiditi da note vanigliate, che ammaliano ancora prima di portare il calice alle labbra. Basta un sorso poi per innamorarsene, grazie al gusto pieno e leggermente balsamico.

 

vini da abbinare a antipasti primi e secondi pasquali milanesi

 

Abbinamenti cibo-vino a Pasqua: cosa bere con i secondi di carne?

 

Il matrimonio tra Pasqua lombarda e vino regala enormi soddisfazioni anche con i secondi di carne, protagonisti immancabili di questa festività.

L’arrosto al pepe, per esempio, è un grande classico delle feste lombarde, capace di mettere d’accordo tutti, specie se affiancato da delle patate o da una ciotola di insalata fresca. La morbidezza della carne ben rosolata in padella e poi cotta al forno (il taglio migliore è la lombata di manzo), unita ai sentori speziati del pepe rosa, danno vita a un connubio di sapori irresistibili, da abbinare a un vino morbido, caldo ed elegante come un Amarone della Valpolicella DOCG.

Per fare la sua conoscenza ti basta accostare il naso al calice: ad accoglierti ci saranno sentori caldi e morbidi di frutta rossa matura, resi più complessi da note particolari che ricordano il tabacco. In bocca è vigoroso e pieno, dalla buona presenza di tannini, sapido e leggermente speziato.

Se vuoi gustare invece una ricetta ancora più avvolgente, nel tuo menù della tradizione pasquale milanese non può mancare la busecca, la tipica trippa locale. Di origine medievale e contadina, la busecca (dal tedesco Butze, che significa “viscere”) compensa l’economicità dei propri ingredienti - appunto, le frattaglie di bovino - con un gusto unico e un apporto proteico decisamente rinvigorente, che la rende perfetta per i mesi invernali. La si consuma però tradizionalmente anche durante i pasti pasquali, condita con della passata di pomodoro e insaporita con un po’ di pepe.

Abbinala a un “Selvato” Rosso Toscana IGT, che porta con sé tutta l’intensità di un vino invecchiato in botti di rovere. Bellissimo ed elegante, con i suoi riflessi granati, questo rosso coniuga le note di frutta ben matura con le suggestioni tostate della frutta secca. Fine e suadente all’esame olfattivo, al palato è armonico e pieno, perfetto per i piatti di carne dal sapore intenso come questo.

 

Non c’è Pasqua senza colomba… con le giuste bollicine!

 

Con la sua iconica colomba l’arte pasticciera meneghina è la protagonista del periodo pasquale. Sulla paternità del dolce c’è però ancora una diatriba in atto, tra le teorie che la fanno risalire all’epoca longobarda - intorno al VII secolo - e altre che la considerano una versione della focaccia veneta. Per come la si conosce oggi, tuttavia, è considerata ufficialmente un dolce lombardo (insignito della denominazione P.A.T.), nato nella Milano degli anni’ 30.

Consumata in tutta la Penisola in una gamma infinita di varianti (classica, farcita al cioccolato, glassata, ripiena di crema al limone, al pistacchio e chi più ne ha più ne metta), questo dolce rappresenta la Pasqua proprio per via della sua forma, simbolo di pace, innocenza e purezza.

Provala nella sua versione classica con un calice di Spumante Moscato, un prodotto dal colore giallo paglierino e dalle note floreali e fruttate conferite dalle uve Moscato. Elegante, fine e vivacizzato da un perlage persistente, è un grande classico tra i prodotti da fine pasto.

Questo approfondimento sulla Pasqua milanese e il vino non sarebbe completo senza menzionare la resta. Questo dolce tipico della zona di Como consiste in un pane dolce nato (secondo la leggenda) per errore. Un oste locale utilizzò troppo lievito nel prepararlo e cercò di non farlo strabordare dalla teglia usando un bastoncino d’ulivo, che però rimase intrappolato nell’impasto. Fu proprio quest’ultimo - che assomigliava alla lisca di un pesce - a ispirare il nome del dolce, che in lombardo significa appunto lisca. Ancora oggi è tradizione cuocerlo con un ramoscello d’ulivo al suo interno, pianta simbolo della Pasqua.

Ricco di canditi e uvetta, questo dolce si sposa alla perfezione con un Vino Spumante Rosé Millesimato, un extra dry dai profumi eleganti e ammalianti di frutti di bosco, tra note di lamponi e ribes. Intensa pur nella sua leggerezza, gustosa senza essere eccessivamente tannico, questa bollicina porta in tavola l’allegria che ci vuole per festeggiare la Pasqua e la primavera! 

 

 

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