I mestieri del vino: l’enologo

L’Enologo può essere la chiave del successo di un vino: sono le scelte che fa a imprimere una firma importante sui vini. Un buon enologo però lascia che il vino parli soprattutto di territorio!

Data Pubblicazione: 21/04/2017

La poesia di colline e vigneti spinge a pensare che anche il vino sia un prodotto naturale e quasi spontaneo della natura: in parte è così, ma senza l’intervento di mani esperte l’uva non muterebbe mai in vino, al massimo… in aceto! Sono molti e molto delicati i passaggi che servono per trasformare i grappoli nella bevanda che preferiamo. Preparazione, conoscenza e umiltà sono i requisiti che non devono mai mancare in un buon enologo, tra i mestieri del vino uno dei più importanti.

Saper leggere la lingua del vino: l'enologo

L'enologo, tra i mestieri del vino uno dei più delicati

I nostri enologi lo sanno bene: per fare un buon vino ci vogliono buone uve. La professione dell’enologo inizia a essere importante tra i filari. Seppure far crescere sana e buona l’uva non sia una prerogativa di questo mestiere, accertarsi che accada lo è. In collaborazione con altre figure di rilievo nella filiera produttiva, l’enologo controlla che siano rispettate tutte le norme previste e che le piante crescano sane e rigogliose. Con l’approssimarsi della vendemmia l’enologo controlla la maturazione dei frutti, identificando il momento migliore per iniziare la raccolta.

La perfetta maturazione garantisce una vinificazione migliore, una maggiore aderenza alle caratteristiche proprie del varietale: portare in bottiglia lo spirito del territorio, questa è una delle missioni più difficili da portare a termine per un enologo!

Curiosità e umiltà: i segreti del mestiere

Un enologo dovrebbe coltivare due strumenti importanti, oltre a una costante preparazione. Curiosità e umiltà. La curiosità induce a esplorare: solo conoscendo a fondo il mondo del vino si possono cogliere segreti, scoprire tendenze, anticipare cambiamenti. Il vino è materia viva, che muta e mai si ripete. Un buon enologo non è chiuso, ma aperto alla produzione di tutte le cantine, anche di quelle per le quali non lavora. Assaggi costanti, degustazioni e studio arricchiscono il bagaglio personale di conoscenze, forniscono stimoli costanti e danno sempre quella motivazione in più che invoglia a far meglio.

L'enologo, tra vigna e cantina

Allo stesso tempo, una buona dose di umiltà aiuta a dare il giusto peso al proprio lavoro, alle proprie competenze. Avere elasticità mentale significa ammettere che qualcuno può aver fatto un lavoro migliore del proprio: questo non deve essere motivo di resa, ma al contrario una grande motivazione. C’è sempre da imparare, scegliere buoni maestri rende professionisti migliori. Gli enologi coltivano sempre una grande curiosità: scambio di informazioni e momenti di incontro, oltre a un costante monitoraggio di vini e cantine, contribuiscono in modo determinante a far salire la qualità dei vini. L'apporto che un buon enologo può dare a questo processo è fondamentale.

Nel gioco quotidiano degli assaggi, l’enologo esplora i mille volti del vino, ne segue sviluppo, crescita, cambiamento. Diventano compagni di viaggio: e solo quando arriva il momento migliore un enologo sa di poter lasciare andare in bottiglia i suoi vini.

Pronto a scoprire i segreti dei vini coccolati dai nostri enologi? Ogni etichetta è seguita giorno dopo giorno, con un’attenzione minuziosa e una cura costante: scegli il tuo vino Giordano preferito, scopri il sapore della passione.

Photo credit: jenny downing via Visual hunt / CC BY