Come è nato l’aperitivo?

Storia e curiosità di uno dei riti sociali più apprezzati e diffusi, da Ippocrate ai locali più trendy

Data Pubblicazione: 22/05/2019

Il venerdì c’è un appuntamento fisso per milioni di italiani: l’aperitivo! Un momento di ritrovo e di convivialità, durante il quale condividere un brindisi con gli amici e sorseggiare cocktail, vini e stuzzicanti golosità. Vuoi sapere quanto è nata questa tradizione? E come si è evoluta nel corso del tempo? Ecco alcune curiosità sull’aperitivo.

L’aperitivo: origine e curiosità

Quando è nato l’aperitivo

L'aperitivo nasce nel V secolo a.C. con... Ippocrate!

Le prime testimonianze storiche circa l’aperitivo risalgono a moltissimi anni fa, precisamente al V secolo a.C. Il termine aperitivo deriva dal latino aperitivus (che apre).Si risale fino al vino aromatizzato che Ippocrate somministrava ai pazienti che mostravano segni di inappetenza. Questa bevanda infatti aveva un effetto benefico, e aiutava a stimolare l’appetito.

Il vino aromatizzato di Ippocrate aveva un sapore amarognolo, e solo molti secoli più tardi gli erboristi medievali riuscirono a comprenderne il segreto: a stimolare il senso di fame, infatti, non sono i sapori dolci e amabili, ma proprio quelli amari. Un segreto che porta in effetti a considerare sotto tutt’altra luce gli odierni aperitivi, e in particolare molti Cocktail: sono infatti per la maggior parte amarognoli, e aumentano la fame a dismisura!

La rivoluzione del Settecento

È a Torino che nasce il primo liquore da aperitivo, il Vermouth

Antonio Benedetto Carpano creò sul finire del ‘700 il primo liquore da aperitivo, il Vermouth. Una moda che prese piede a Torino anche (e soprattutto) grazie a Vittorio Emanuele II, che amava a tal punto il Vermouth da renderlo bevanda di corte. Di che cosa si trattava? Di un vino aromatizzato con l’aggiunta di china, tuttora amato e diffuso. Anche in questo caso, il Vermouth era il bicchierino da bere prima di mettersi a tavola, proprio per mangiare con più gusto.

Le mode dell’Ottocento

A Milano continua a crescere l'offerta di bevande da aperitivo

Nel corso del Diciannovesimo secolo l’offerta degli aperitivi cresce: a Milano Ausano Ramazzotti crea il primo liquore da aperitivo non a base di vino: l’Amaro Ramazzotti, realizzato con la combinazione di 33 erbe. In Piemonte i produttori di vino Martini e Rossi creano il Martini Bianco (un Vermouth a base di Moscato ed erbe aromatiche lasciate a macerare). A Novara, sempre nel corso dell’Ottocento, vede la luce il Campari, creato da Gaspare Campari: anch’esso a base di erbe, veniva chiamato anche bitter, per via del gusto particolarmente amaro (in tedesco la parola Bitter significa appunto amaro).

Questi nuovi liquori divennero ben presto protagonisti nei Caffè, gli antesignani degli odierni bar. Sul finire del secolo, l’usanza di bere qualcosa prima dei pasti per stimolare l’appetito fa sì che accanto alle bevande si inizino a consumare frugali stuzzichini (soprattutto olive e salatini). E il nostro aperitivo inizia ad assumere i contorni ai quali siamo abituati…

Dall’Happy Hour all’Apericena

Da moda tutta italiana a moda internazionale

Il Novecento apre le porte a influenze internazionali, e così l’Aperitivo cambia forma. Si eredita dalla vicina Inghilterra l’usanza dell’Happy Hour, per esempio. Di che cosa si trattava, in origine? Di una trovata commerciale per aumentare i clienti nei bar: una fascia oraria, appunto, in genere tra le 18.00 e le 19.00, durante la quale le bevande erano proposte a prezzi particolarmente vantaggiosi.

Attraversata la manica, questa consuetudine sposa al prezzo scontato anche qualcosa da mettere sotto i denti, e da semplici stuzzichini si inizia a passare a piatti più sostanziosi e variegati.

Nelle grandi città la mania dell’Aperitivo fiorisce nel corso degli ultimi vent’anni, diventando anziché un piccolo spuntino prima di cena una vera e propria alternativa. L’Apericena è proprio questo: occasione di ritrovo per chi esce da lavoro e brinda in compagnia, davanti a buffet particolarmente ricchi.

C’è dunque qualcosa di britannico nella tradizione italiana dell’aperitivo, e qualcosa di ereditato dalle tapas spagnole: tradizionale aperitivo iberico nato dall’antica usanza di coprire il bicchiere di vino nelle osterie con un pezzo di pane o prosciutto (tapar, appunto, significa tappare, coprire). Nel corso dei secoli, la consuetudine si è affermata e arricchita con un’offerta di stuzzichini saporiti e vere e proprie chicche della cucina tradizionale.

Dal bar… a casa

Organizza tu un aperitivo perfetto

L’abitudine di condividere un momento di allegria con gli amici al bar per un aperitivo dopo lavoro, si sposa alla tendenza di ospitare in casa questi momenti di brindisi spensierati. Abbiamo qualche consiglio per te: scopri come ospitare un aperitivo perfetto tra le mura domestiche, con una pratica guida in 5 mosse!