La Panarda, il faraonico banchetto abruzzese della tradizione

Usanza nata nel Rinascimento, la Panarda era un pantagruelico banchetto offerto alla popolazione da nobili e signorotti. Tradizione riscoperta da qualche anno, propone menu di oltre 30 portate.

Data Pubblicazione: 16/06/2017

In Abruzzo esiste una tradizione antica di molti secoli, la Panarda: un banchetto cittadino che prevedeva il servizio a tavola di una lunghissima serie di pietanze e vivande. Quante? In alcuni casi documentati si arrivò a superare le 50!

Le prima testimonianze della Panarda si attestano intorno al 1300: grandi feste popolari organizzate per offrire a chi durante l’anno soffriva la fame un’occasione di gioia e di sollievo. Il termine Panarda ha etimologia incerta: potrebbe derivare dal greco Pan, Tutto e dall’arabo Har o Hariq, Caldo o Fuoco. C’è chi attribuisce a questo termine un’origine diversa, legata alla lingua volgare: Pane e larde, pane e lardo, una delle portate messe in tavola durante il banchetto.

Giordano Vini, la Panarda abruzzese era un'occasione di incontro

Stenti e rinunce lasciavano il posto a una serie di piaceri legati al buon cibo e all’abbondanza: importante era anche l’aspetto relazionale, un momento di incontro, di festa, di chiacchiere e di vicinanza tra membri della stessa comunità che spesso non avevano modo di approfondire la reciproca conoscenza. Una sorta di Festa dei vicini ante litteram!

Chi presiedeva l’organizzazione del banchetto, mettendo a disposizione uno spazio e tutto il necessario per sfamare i numerosi invitati, era chiamato Panardiere. Altra figura spesso presente era il così detto Guardiano della Panarda, incaricato di controllare che gli invitati non saltassero alcuna portata: non era molto tenero, e arrivava persino a minacciare con armi chiunque si rifiutasse di mangiare, o bere! Già, perché nella Panarda anche il vino era protagonista... 

I piatti tipici della Panarda 

Scopri le portate servite durante la Panarda, e prova a immaginare con noi quali vini potrebbero accompagnarle!

Il piatto di apertura, salutato nel ‘500 da colpi di cannone, era costituito da fave bollite condite con olio extravergine di oliva, cipolle e lardo. Veniva servito insieme a piccole pagnotte di pane, ed era seguito da almeno altre 20 portate.

Fave bollite con olio d'oliva e Fiori Chiari Toscana IGT Bianco, così inizia la Panarda vista da Giordano Vini

Con questo antipasto ci vuole un bianco speciale, leggero e profumato. Proponiamo un Fiori Chiari Toscana IGT Bianco, ideale per accompagnare senza coprire i sapori di apertura del banchetto.

Altra pietanza immancabile: il lesso. A differenza del Bollito Misto, il Lesso si prepara immergendo la carne in acqua fredda insieme agli aromi. La cottura in acqua priva la carne della maggior parte delle sostanze nutritive: è il brodo ad assorbirle. Aromi, verdure e sale correggono il sapore dei tagli di carne, e il brodo unito al pane diventava quasi un piatto a parte.

Lesso e Montepulciano d'Abruzzo Giordano Vini

Accanto a questa pietanza dalla doppia natura proponiamo un rosso del territorio: un buon Montepulciano d’Abruzzo DOC 2015 “Collection”. Un rosso intenso, strutturato e caldo, dal gusto sfaccettato e pieno.

Un’altra portata importante: l’Agnello cace e ova. Piatto estremamente nutriente, che mescola ingredienti sostanziosi e saporiti: la carne d’agnello, il pecorino abruzzese e le uova. Le uova vengono sbattute insieme al formaggio e versate sulla carne ormai cotta, e contribuiscono a creare con il fondo di cottura una crema dal sapore irresistibile.

Agnello cave e ova con Orvieto DOC Giordano Vini

Pur trovando nel rosso un abbinamento ideale, è con un bianco che vogliamo tentare un wine pairing insolito, elegante e suggestivo. Scegliamo un Orvieto DOC 2016: aristocratico, equilibrato, famoso per essere stato vino di Principi e di Papi, stempera con struttura agile e secca la ricchezza espressiva dell’agnello. I profumi inebrianti che libera addolciscono il sapore agre della carne, producendo una rara alchimia di sapori.

Le portate sono tantissime: lasciamo a te la scelta dei prossimi abbinamenti, noi ci concentriamo sui dolci! Per concludere un’ipotetica Panarda moderna, proponiamo un dolce abruzzese dai natali antichi: sembra sia stato creato per la prima volta nel ‘700, quando due degli ingredienti principali divennero comuni anche in Abruzzo. Si tratta del Bocconotto, pasticcino ripieno di caffè e cioccolato. Pasta frolla e cuore cremoso, questi dessert chiedono un vino dolce e aromatico.

Giordano Vini propone Viulet Rosato con il Bocconotto abruzzese

Stappa un Viulet Rosato: non il solito vino da dolce, certo, ma convincente per lo spirito zuccherino e i profumi avvolgenti che lo arricchiscono. Chiusura perfetta di un banchetto ricchissimo!

Photo credit: archer10 (Dennis) 97M Views , avlxyz e jonolist via Visual hunt / CC BY-SA | StuartWebster e naotakem via Visual hunt / CC BY