I Borghi più suggestivi di Toscana, Umbria, Abruzzo ed Emilia

Quattro incantevoli località, quattro borghi meravigliosi da esplorare e dei quali innamorarsi: il cuore d’Italia è pronto a conquistarti con bellezze senza tempo

Data Pubblicazione: 26/06/2017

Ci sono luoghi che sembrano sfuggire alle leggi del tempo, piccoli paesi così perfettamente integrati nel territorio che li circonda da far pensare che siano esistiti da sempre e che per sempre rimarranno come sono. Sono piccoli borghi colmi di meraviglie, destinazioni suggestive, scorci di un’Italia irresistibile, mete perfette per un weekend fuori porta.

Pronto a scoprire la tua prossima destinazione?

1 – Montalcino, perla di Toscana

Alla scoperta di Montalcino con Giordano Vini

Che cosa vedere a Montalcino

È la possente rocca a catturare l’attenzione: fortezza eretta nel XIV secolo, conservata in modo impeccabile fino a oggi. Un castello a pianta pentagonale, perfetto esempio della tradizione architettonica medievale. Le torri che circondano l’edificio centrale occhieggiano in ogni direzione: uno strumento di controllo (e di difesa) che ha consentito al piccolo centro di resistere al trascorre del tempo e al turbolento periodo storico che dal 1362 lo ha condotto ai giorni nostri. Meraviglioso anche il Museo Diocesano, che custodisce numerose opere d’arte che abbracciano un periodo storico amplissimo (dall’Età del Bronzo fino al Medioevo). Piazza del Popolo offre uno spettacolo caratteristico, così erta e stretta, sorvegliata dall’alto da una stretta e altissima Torre dell’Orologio.

Il paesaggio circostante riempie il cuore: vigneti a perdita d’occhio, rilievi morbidi e verdi distese di prati. La patria felice del Brunello, un vino rinomato e conosciuto in tutto il mondo.

2 – Spello, orgoglio dell’Umbria

Spello, in Umbria: Giordano Vini ti consiglia che cosa vedere

Che cosa vedere a Spello

Il borgo di Spello in provincia di Perugia è ricco di scorci suggestivi e testimonianze del ricco passato che ne ha animato luoghi e vicoli. Le mura Romane sono in ottimo stato di conservazione, e gettano una chiara luce sull’aspetto che la cittadina doveva avere nell’antichità, agli occhi di un viandante che si fosse avvicinato ai suoi confini. La Cappella Baglioni nella Chiesa di Santa Maria Maggiore custodisce preziosi affreschi di Pinturicchio (considerati tra le sue opere maggiori) e un raro autoritratto del maestro.

Immergersi nel parco di Villa Fidelia è una vera e propria esperienza: tra alberi secolari e le vestigia di un antico santuario Romano si snoda un'interessante esposizione di quadri unici. La ricca pinacoteca raccoglie opere di artisti contemporanei quali Guttuso, Manzù, Ligabue e Fattori: un'immersione nella bellezza!

Vuoi un assaggio d'Umbria? Assapora gli Gnocchi di patate rosse di Colfiorito, o una Fresca insalata di rapunzoli, per concederti la scoperta dei sapori del cuore dell’Umbria. Ai vini pensiamo noi!

3 – Atri, nel cuore dell’Abruzzo

I maestosi calanchi che circondano Atri, in Abruzzo, veri e propri Canyon naturali

Che cosa vedere ad Atri

Importante snodo commerciale in epoca Romana (conosciuto col nome di Hatria), Atri è un piccolo dedalo di vicoli che ricalcano l’antica pianta originaria della città. È forse il centro storico a mostrare in modo più netto il retaggio delle epoche passate, con linee e snodi dall'andamento labirintico. Notevole il Palazzo Ducale (meglio noto come Palazzo Acquaviva), attuale sede del municipio: costruito nel XIV secolo è un tratto distintivo di Atri anche grazie all’imponente torrione medievale.

Di pregevole fattura anche il Teatro Comunale: duplice l’ispirazione di quest’edificio ottocentesco. L’esterno sembra ricalcare fedelmente l’aspetto del Teatro alla Scala di Milano, mentre l’interno ricorda l’altrettanto celebre San Carlo di Napoli. Fu spazio scenico di prim’ordine: proprio ad Atri nel 1887 si tenne la prima della Carmen di Bizet!

Dove non ha potuto mettere mano l’uomo, è stata la natura a dare ad Atri un aspetto da favola: i Calanchi, vere e proprie sculture naturali, disegnano un suggestivo canyon che circonda il centro abitato conferendo al paesaggio un aspetto quasi lunare.

Un piatto tipico da provare? Le fave con il guanciale: pietanza di origine povera, sostanziosa eppure preparata con ingredienti quotidiani. Probabilmente una delle portate di apertura della Panarda, il banchetto medievale degli eccessi.

4 – Brisighella, grazioso borgo medievale emiliano

Brisighella, Giordano Vini ti porta lungo la Via degli Asini

Che cosa vedere a Brisighella

Sulle pendici dell’Appennino Tosco-Romagnolo sorge Brisighella, un piccolo centro che affiora sulla cima di tre colli posti uno accanto all’altro. Rocca Manfrediana, Torre dell’Orologio e Santuario del Monticino sono lì a irretire gli sguardi, ad attirare i turisti curiosi: così invitanti e così perfettamente integrati nel panorama, da sembrare quasi un miraggio!

Da vedere assolutamente la Via degli Asini (anche conosciuta come Via del Borgo), un lungo sentiero che si snoda all’interno degli edifici, illuminato da insolite finestrelle ad arco. Di grande impatto sia dentro che fuori: le facciate delle case percorse dal camminamento sono dipinte di colori diversi, e creano un mosaico di tonalità singolare e suggestivo. La volta interna è attraversata da imponenti travi di legno, mentre a terra la trama della pavimentazione in pietra ricorda l’antico utilizzo di questo sentiero. Un tempo era infatti la via utilizzata per trasportare il gesso dalle cave al centro della città, ed è stata intitolata proprio ai protagonisti di questo faticoso servizio: gli asini!

Pasta fresca, salumi e i classici piatti dello street food emiliano sono i capisaldi di una cucina saporita e conviviale, fatta per esaltare il piacere della condivisione. E per brindisi insieme, stappa un Lambrusco!

Photo credit: Roby Ferrari e Enrico Maioli via Visual hunt / CC BY-SA | Dodo8 commons.wikimedia.org