Bentornato, Novello!

L'attesa è finita: scopri il primo rosso dell’anno

Data Pubblicazione: 30/10/2021

Detiene sicuramente il primato di “primo vino dell’anno”, nonché la fama di “rosso d’autunno” per eccellenza. Stiamo parlando del Novello, uno dei vini più facilmente godibili tra tutti. Come ogni ottobre, è tornato a farci compagnia sulle nostre tavole e, stavolta, è davvero in forma smagliante.

 

Ma quali sono le caratteristiche del vino Novello? Scopriamo insieme i segreti di questo vino amichevole e gioviale, e il perché della sua “toccata e fuga” (viene infatti commercializzato solo dal 30 ottobre al 31 dicembre).


 

Come si fa il vino Novello?

Il Novello si produce utilizzando una tecnica di vinificazione diversa da tutte le altre, ossia quella della macerazione carbonica. I grappoli interi vengono messi in una vasca ermetica con anidride carbonica per circa due settimane: l’uva comincia quindi a fermentare, viene poi pigiata e vinificata senza bucce. Quello che si ottiene è un vino dal colore rosso brillante, con sentori di frutta che dominano la scena, tannini poco presenti e una ridotta gradazione alcolica, mai superiore agli 11° vol. alc.

 

Si tratta di un vino facile e beverino, dal gusto fresco e fragrante, non adatto all’invecchiamento a causa della sua struttura poco stabile.


 

Quando si può bere?

La vera unicità del Novello sta nel fatto che può essere bevuto a poche settimane dalla vendemmia da cui provengono le uve utilizzate. Da regolamento infatti, può essere messo in commercio dal 30 ottobre fino al 31 dicembre dello stesso anno. Una visita dunque, che dura solo un paio di mesi. Per quanto riguarda quando berlo invece, la risposta è “il prima possibile”: trattandosi di un vino giovane e avendo subito un processo di vinificazione molto rapido, non ha le caratteristiche per rimanere a lungo nella bottiglia, senza che si guasti. Ecco perché il Novello va bevuto entro la primavera successiva, o comunque nell’arco di 6 mesi dalla messa in commercio.


 

Novello vs Beaujolais

Si dice che il Novello sia la copia italiana del francese Beaujolais nouveau, dal momento che per entrambi viene utilizzata la tecnica della macerazione carbonica e sono vini da bere giovani (anzi, giovanissimi). In realtà, vi sono alcune differenze importanti. Il Beaujolais infatti è prodotto con 100% uve Gamay, interamente vinificate con macerazione carbonica. Al contrario, in Italia possono essere utilizzati ben 60 vitigni diversi e la macerazione carbonica deve riguardare almeno il 40% delle uve. La restante parte può essere vinificata secondo le tecniche tradizionali.

Questo influisce sulla struttura aromatica del vino, molto più “specifica” e distinguibile nel Beaujolais, visto l’impiego di una sola varietà d’uva.

 

 

In cucina: un rosso che fa compagnia

Il suo sapore leggero e fresco, insieme al suo aroma delicatamente fruttato, lo rendono il vino perfetto da abbinare ai piatti tipici di stagione, caldarroste in primis, siano queste bollite o arrostite. Altro matrimonio di successo è quello con i carciofi e con i funghi, dunque via libera ai risotti e ai secondi di carne. Inevitabile è il pairing con un tagliere di salumi e formaggi semi stagionati, soprattutto quando l’atmosfera è quella conviviale tra amici, quando ci si perde in chiacchiere e risate fino a tardi. E anche lì, quando ormai sulla tavola l’ultimo piatto è stato portato via, un calice di Novello ha sempre il suo perché.