San Martino: castagne e vino

A San Martino castagne e vino. È un detto che si sente ripetere ogni anno, con l’avvicinarsi dell’11 novembre, fin da quando si è bambini.

Data Pubblicazione: 08/11/2016

La tradizione che unisce questi due alimenti – ricordate che il vino un tempo era proprio considerato un nutrimento – arriva da molto lontano e poco ha a che vedere con San Martino. L’11 novembre ricorda proprio la morte del vescovo di Tours avvenuta ben 1700 anni fa ed è una data di passaggio tra la stagione di lavoro e quella del riposo degli agricoltori.

Castagne e vino

Si tratta di una data simbolica che scandisce i ritmi dell’agricoltura, il vero orologio della storia.

In questa occasione i contadini concludevano il loro lavoro per i padroni e attendevano indicazioni per l’anno successivo. La loro buonuscita era fatta di prodotti preziosi offerti dalla stagione e, in questa fase dell’autunno, niente era più importante di castagne e vino. Le castagne in quei secoli erano un alimento fondamentale per il sostentamento di pastori e contadini. Tanto importante da aver chiamato l’albero che le produce “albero del pane”.

Nutrienti e ricche, le castagne venivano cotte arrosto, lessate, utilizzate per i dolci oppure tramutate in farina per preparare il pane.

Le castagne erano tanto preziose da essere utilizzate come merce di scambio con chi abitava in zone prive dei loro alberi. Il baratto non poteva che avvenire con un altro alimento particolarmente ricercato, come appunto, il vino.

Per tutti questi motivi era fondamentale avere il vino pronto entro la metà di novembre. 

Il vino Novello, nascita di un'eccellenza tra storia e mito

A San Martino ogni mosto diventa vino è un altro detto ricorrente che racconta un momento di passaggio fondamentale nella vita dei contadini: la maturazione del vino nuovo.

È dalla necessità di avere il vino pronto in fretta che nasce il vino Novello. Contrariamente a quanto si può pensare il novello non è semplicemente un vino giovane, ma è un vino creato in Francia ottenuto da un processo di vinificazione diverso rispetto ai dettami della tradizione.

Abbinamento Novello

È proprio questa lavorazione che consente di avere quel vino fruttato e facile da bere che tanto amiamo ancora ai giorni nostri!

Il novello, che può essere commercializzato solo a partire dal 30 ottobre di ogni anno, deve essere consumato entro pochi mesi dall’imbottigliamento altrimenti si rischia il deterioramento delle migliori caratteristiche del vino.

L’abbinamento naturale del vino novello è proprio con le castagne e, viaggiando per l’Italia, troverete ovunque una tradizione che lega San Martino all’accostamento di questi due ingredienti!

Per l’occasione le castagne vengono arrostite e servite con un buon calice di vino Novello, ma nei secoli le tradizioni si sono evolute e da mero accompagnamento, il vino è diventato parte integrante della preparazione delle caldarroste.

In Italia cambiano le abitudini da Nord a Sud: c’è chi lascia le castagne ammollo in acqua e vino prima della cottura, chi le serve direttamente affogate in un calice di novello una volta arrostite e chi le cuoce nel vino come si fa comunemente con le pere. Il legame tra castagne e vino è indissolubile e, almeno una volta nella vita, bisogna assaggiare il gusto speciale delle caldarroste arricchite dal profumo del vino rosso!

Ingredienti (per 4 persone)

500 g di castagne

mezza bottiglia di vino Barbera

Procedimento

Incidete la buccia delle castagne praticando un taglietto sulla superficie. Mettetele poi nella classica padella per caldarroste e fatele cuocere sul fuoco, muovendole continuamente per non farle bruciare. L’ideale sarebbe cuocere le castagne sulle braci, ma se non fosse possibile va bene il fornello di casa.

Castagne e Novello

In alternativa, una volta incise, potete cuocerle in forno a 180 °C per circa mezz’ora. Preparate un telo pulito e bagnatelo con il vino Barbera e, quando le castagne saranno cotte, versatele all’interno del telo. Avvolgetele completamente e lasciatele riposare in un luogo caldo per circa mezz’ora. Potete lasciare il tutto dentro una ciotola accanto al camino, oppure nel forno acceso a 70-80 °C. Trascorso questo tempo aprite il telo e servite subito le castagne.

In alcune zone d’Italia si usa sfumare le castagne con il vino quando sono ancora dentro la padella per poter avere quell’aroma delizioso rilasciato dal vino. Servite accompagnando con un buon bicchiere di vino Novello!

Scritto da

Teresa Balzano

Peperoni e Patate

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