La Puglia in 3 vini da scoprire

Un viaggio alla scoperta della Puglia del vino, filtrata attraverso 3 vini da sorseggiare alla ricerca di suggestioni ed emozioni. Primitivo Rosé, Negroamaro e Fiano: trame di vini da vivere e scoprire

Data Pubblicazione: 04/05/2018

È difficile parlare di Puglia e di vino senza scadere in luoghi comuni: si tratta di una regione con una tale tradizione per l’enogastronomia, così ricca di etichette prestigiose e apprezzate, che il rischio di ripetere storie lette e ascoltate mille altre volte è dietro l’angolo. Per scongiurare questa possibilità, abbiamo scelto tre vini speciali, famosi ma non troppo, pronti a raccontare con il loro carattere una Puglia non solo da esplorare, ma soprattutto da gustare fino all’ultima goccia!

La Puglia in 3 vini da scoprire

Fiano, un bianco pugliese

Fiano Puglia IGT, un bianco che sa di Puglia

La prima cosa che ti è venuta in mente leggendo il nome di questo vino? La Campania. È da secoli che questo vitigno ha trovato casa in Puglia, riuscendo ad esprimere al meglio le proprie caratteristiche principali. Negli ultimi anni ha trovato diffusione anche in Sicilia, con esito assolutamente felice.

Il Fiano è una finestra aperta su una Puglia di fitta vegetazione, che ospita tracce di un passato millenario. Uno sguardo raffinato, carezzevole, capace di abbracciare l’intera evoluzione di questa terra ricca e selvaggia.

Per esaltare le caratteristiche del Fiano, scegli un piatto tradizionale pugliese: la Tiella Barese. Un tripudio di sensazioni marine, accompagnato da incursioni più speziate e decise: la finezza aromatica e i profumi floreali di questo bianco, sorretti da una struttura solida e arricchiti da un finale persistente e fresco, daranno alla Tiella Barese il giusto supporto e un’elegante dimensione gourmet.

Primitivo, in rosa

Primitivo Rosé, l'altro volto del Primitivo di Manduria

Quasi impossibile parlare di Puglia e vino senza menzionare anche solo di sfuggita il Primitivo, vera e propria leggenda del vino italiano nel mondo. Ma come fare a parlare di Primitivo senza scendere nei dettagli di questo vitigno così straordinario? Proviamoci spostando l’attenzione su una versione meno istituzionale del nostro rosso del cuore: quella in rosé.

Sì, perché non di sola forza vive il Primitivo: questa etichetta, declinata in rosato, offre un panorama aromatico intrigante. Le violette selvatiche, evocate sul calice, si accompagnano a sentori di uva appena ammostata e frutti rossi. La vena fruttata continua, e chiude in un finale di degustazione morbido e armonico.

Con il Pollo alla pugliese, un secondo ricco e definitivamente puccioso, il Primitivo Rosé è eccellente: stempera la leggere nota acidula dei pomodorini e con beva scorrevole pulisce il palato dagli eccessi della pelle (saporitissima) della coscia di pollo. Un incontro fortunato tra cibo e vino!

Negroamaro, il nero-nero pugliese

Negroamaro, rosso salentino

Un vino che ha radici tanto antiche quanto l’origine del proprio nome: sembra infatti che il termine Negroamaro derivi dalla ripetizione della parola nero in latino (niger) e greco (mavros). Il nero-nero è molto diffuso e apprezzato in tutta la regione, in modo particolare nel Salento. Ed è proprio accanto a distese di ulivi secolare che il Negroamaro si è ritagliato un ruolo da protagonista nella scena vitivinicola internazionale, divenendo simbolo della Puglia sulle tavole di un numero sempre maggiore di appassionati.

Da provare accanto alle tradizionali Bombette Pugliesi, in una versione super hot & spicy: le fettine di capocollo ripiene di canestrato, peperoncino e affettati, arrotolate e cotte sulla brace sotto forma di spiedini. Una gioiosa esplosione di sapore, calda e mediterranea, che il Negroamaro esalta grazie alla propria intensa natura aromatica e a un pieno e vellutato tannino. Un vino che porta la Puglia nel bicchiere, tutte le volte che vuoi!

Photo credit: MikePhotoArt on Visual hunt / CC BY